Bile di montagna

Immagine dello striscione di Sos Geotermia
Sos Geotermia

Capita che salga la bile: leggi o senti qualcosa, che ti rimettono in moto tutte quelle cose che, negli anni, ha cacciato dentro perché c’è da sopravvivere. E allora fai il ragionevole, hai un figlio, una compagna, una casa, devi lavorare, campare per poi crepare e non sai manco perché.

Sabato 11 maggio sono andato alla manifestazione contro la Geotermia sul monte Amiata, ad Arcidosso. Quella Geotermia che è complice di quel 13% medio di morti di tumore in più, rispetto ai comuni limitrofi non geotermici e rispetto al resto della toscana, che toccano ai comuni che “ospitano” gli impianti dell’ENEL. ENEL che paga, ogni anno, qualche milione di euro di “compensazioni”, con cui si lava la coscienza – e si compra gli amministratori locali – proprio per la Geotermia.

Pochi giorni dopo, il 16 maggio, l’Unione dei comuni Amiatini, molti dei quali sono geotermici – e quindi hanno la loro doppia cifra di morti in più per tumore – hanno organizzato un incontro coi responsabili di Arpat e Ars, i centri di ricerca toscani che monitorano e studiano, tra le altre cose, proprio le questioni ambientali. A questo incontro c’erano anche molti attivisti del Coordinamento Sos Geotermia, che raccoglie molti di coloro che lottano, che da anni, questa mostruosità, e alla fine, coi loro interventi, sono riusciti a far ammettere ai signori dei centri di ricerca che NON c’è nessuna sicurezza sul fatto che la Geotermia NON sia responsabile di questo eccesso di mortalità. E quindi, dico io, secondo il Principio di precauzione, che è una legge Europea e dice, tra le altre cose:

al fine di proteggere l’ambiente, un approccio cautelativo dovrebbe essere ampiamente utilizzato dagli Stati in funzione delle proprie capacità. In caso di rischio di danno grave o irreversibile, l’assenza di una piena certezza scientifica non deve costituire un motivo per differire l’adozione di misure adeguate ed effettive, anche in rapporto ai costi, dirette a prevenire il degrado ambientale

prima di far lavorare un’attività che rischia di essere così pericolosa e dannosa, dovrebbe essere l’azienda produttrice, in questo caso l’ENEL (il cui azionista di maggioranza è un ministero della Repubblica italiana), ad assicurare in maniera inoppugnabile che la sua produzione non è dannosa. E invece no, siamo noi cittadini a dover portare queste prove, ribaltando completamente il Principio di precauzione, oltre che la logica.

Di fronte a tutto questo, che va avanti da anni con la complicità attiva ed esplicita delle amministrazioni locali, siano esse i comuni, la provincia e la regione – quindi il Pd, in primis, e i suoi alleati, che da queste parti significa Rifondazione comunista, SEL, i socialisti e via sinistrando – cosa ci offre la democratica stampa locale? Ecco un esempio su tutti, a cura dell’immensa Fiora Bonelli, colei che scrive dell’Amiata su “Il Tirreno“, del gruppo “La Repubblica“:

ARCIDOSSO L’incontro tenuto giovedì ad Arcidosso dai direttori di Ars e Arpat della regione Toscana, Francesco Cipriani e Marco Pellegrini ha illustrato lo stato dell’arte dell’Amiata geotermica: la salute del suo ambiente e quella dei suoi abitanti. Un’iniziativa istituzionale a cui hanno partecipato esponenti dei comitati antigeotermici, i quali alla fine hanno ribadito le loro convinzioni, intervenendo sia durante le relazioni che alla fine anche in modo acceso. Cipriani e Pellegrini hanno illustrato e commentato numeri e risultati di una ricerca seria e meticolosa. Alla fine, pare che non vi sia preoccupazione alcuna per l’ambiente e anzi si è detto che la qualità dell’aria dell’Amiata è la migliore della Toscana. Gli abbattitori Amis fanno la loro parte: «La rete delle centraline di qualità dell’aria di Enel Green Power è molto ampia ed è composta da 17 mezzi, che monitorano il parametro H2S. Questa rete fornisce una grande quantità di informazioni e copre praticamente tutti i centri abitati interessati dalle emissioni delle centrali geotermoelettriche. I valori di riferimento – ha detto Pellegrini- non sono mai stati superati». Per quel che riguarda gli studi epidemiologici effettuati su un ampio campione, Cipriani ha confermato che si consolida l’ipotesi che le emissioni geotermiche abbiano un ruolo marginale o assente negli eccessi delle malattie. Gli indizi rilevati fanno ipotizzare che le cause delle criticità sanitarie riscontrate nelle aree geotermiche, in particolare in quella amiatina, siano prevalentemente riconducibili a fattori occupazionali e di stili di vita, piuttosto che all’inquinamento ambientale o all’attività geotermica. È stato specificato, infatti, che in Amiata vi è fin dal 1970 una mortalità più alta rispetto al resto della Toscana, con dati rilevati in un periodo precedente, insomma, alla presenza di centrali geotermiche. Ed è stato evidenziato che da allora il disallineamento si sta riducendo. Fra l’altro vi sono malattie tumorali che non sono riconducibili all’influenza della geotermia e il cui eccesso si manifesta solo negli uomini e non nelle donne, il che lascerebbe supporre cause legate al lavoro o agli stili di vita. “La scienza neutrale di Arpat e Ars – commenta Emilio Landi, presidente della conferenza sindaci dell’Unione comuni Amiata grossetana, – ha fatto un grande lavoro, che conferma la nostra convinzione che la geotermia non è dannosa». Il confronto “medico-scientifico” fra esperti istituzionali e quelli degli ambientalisti sarà il 17 giugno. (fi.bo.)

In questo articolo c’è tutta una serie di menzogne enormi, a partire dalla cronaca della serata. In quell’occasione, infatti, i responsabili di ARS e ARPAT, esplicitamente interrogati, hanno NEGATO che

per quel che riguarda gli studi epidemiologici effettuati su un ampio campione, Cipriani ha confermato che si consolida l’ipotesi che le emissioni geotermiche abbiano un ruolo marginale o assente negli eccessi delle malattie.

E, tanto meno, che

gli indizi rilevati fanno ipotizzare che le cause delle criticità sanitarie riscontrate nelle aree geotermiche, in particolare in quella amiatina, siano prevalentemente riconducibili a fattori occupazionali e di stili di vita, piuttosto che all’inquinamento ambientale o all’attività geotermica

come dice la Bonelli. Anche perché proprio lo studio dell’ARS Toscana del 2010 (http://sosgeotermia.noblogs.org/files/2012/02/10_2010_rapporto_epidemiologico_ARS.zip) dimostra che NON possono essere gli stili di vita ad essere responsabili dell’eccesso di mortalità e per un semplice motivo: quell’eccesso c’è solo nei comuni geotermici. Nei confinanti comuni NON geotermici i valori di mortalità tornano nella norma italiana e toscana. Come mai? Ad Arcidosso si beve così tanto di più rispetto a Cinigiano (comune confinante, famoso per il suo vino DOC, il Montecucco)? E ancor di più a Castel del Piano – dove la mortalità in eccesso è del 19%, rispetto al confinante Montalcino, famoso per il Brunello? Ma fateci il piacere.

Ecco, questa è una delle situazioni in cui si trova il cittadino medio italiano, senza bisogno di andare nella (giustamente) famosa Val di Susa coi suoi NO TAV. Basta fare un salto sul Monte Amiata, al confine tra le provincie di Siena e Grosseto, governate dal Pci ed eredi fin dal lontano 1944, per scoprire che il rapporto istituzioni – cittadini è lo stesso: il sovrano fa e disfa, il cittadino sta zitto. L’unica possibilità d’azione è o lo scontro frontale, o farsi zerbino, come insegna l’insigne ex insegnante Fiora Bonelli.

Che fare? si chiedeva il pelato un centinaio di anni fa? Lottare, perché in queste condizioni arrendersi è uguale a morire, e non dico così per dire.

L’istinto disegna i contorni di fuoco e fiamme, sulle note del vecchio Manfredi:

 

E i mercanti di pornografia

faccia a faccia ai portatori

d’acqua santa

da una parte e dall’altra

dello specchio

si sono guardati

ed il boia ha chiamato a raccolta

poliziotti e trafficanti d’eroina

per festeggiare le nozze di Stato

un altro zingaro hanno impiccato

un altro zingaro hanno impiccato

Questo è lo Stato italiano, e non da ora. Quello Stato che oggi mette assieme Pd e Pdl, come ieri metteva assieme la Dc del mafioso Andreotti e il Pci del “santosubito” Berlinguer, proprio negli anni, seconda metà dei ’70, per cui il padrino Giulio è stato condannato dal tribunale di Palermo. Quegli stessi per cui il problema sono i movimenti – oggi la TAV, ieri l’Autonomia e la sinistra parlamentare in genere, a cui vengono sguinzagliati sempre gli stessi cani da guardia, Caselli su tutti.

Ecco, di fronte a questa gente, che per i suoi porci comodi, per il suo schifoso business, ti ammazza e ti avvelena senza pietà, e quando reagisci ti annichilisce – mediaticamente fin che può, con la repressione subito dopo, cosa vogliamo condividere? Come possono mai essere questi i nostri interlocutori, coloro cui andare a chiedere di cambiare le cose? Domande che, per me, sono assolutamente retoriche. Non possono essere questi i nostri interlocutori, così come non possono esserlo i loro alleati, per quanto si dipingano di “sinistra”.

I nostri interlocutori siamo noi, che dobbiamo tornare a prendere il nostro destino tra le mani, insieme, sostenendoci a vicenda, per costruire qualcosa di nuovo e diverso.

O perire.

‘AMIATA CALLING’: L’Amiata chiama! L’11 maggio una giornata di lotta in difesa della montagna

Manifesto di convocazione della manifestazione dell'11 maggio 2013
Amiata Calling!!

Mentre l’Enel continua a lavorare al cosiddetto ‘Piano di riassetto di Piancastagnaio’ e dopo gli annunci trionfalistici sull’apertura del cantiere per le due centrali di Bagnore4, il coordinamento SOS Geotermia si è riunito il 21 marzo us in assemblea pubblica, peraltro partecipatissima, che ha approvato la proposta di una giornata di mobilitazione che abbia carattere nazionale da farsi il giorno 11 maggio prossimo.

Su impulso dei cittadini e dei comitati, SOS Geotermia ha redatto un appello nazionale, che riportiamo di seguito, a cui hanno già dato significativa adesione associazioni, gruppi, sindacati, sia nazionali, che regionali e territoriali.

Primo firmatario è Don Gallo che avevamo già incontrato e che ci aveva esortato ad essere ‘partigiani dell’Amiata e difendere la Terra’, seguono adesioni di rilievo nazionale come il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, promotore dei referendum vinti sulla ripubblicizzazione dell’acqua che continua nella battaglia, ma anche associazioni e sindacati nazionali, come il Forum Ambientalista, ATTAC, l’USB ed i Cobas; l’elenco è lungo e ‘qualificato’, contando che ancora non è avvenuto il lancio dell’iniziativa.

Da oggi lanciamo pubblicamente l’appello a tutte le associazioni, comitati, gruppi, partiti, ecc. invitandoli ad aderire e partecipare alla manifestazione nazionale dell’11 maggio sull’Amiata.

Invitiamo tutti i cittadini dell’Amiata a partecipare al prossimo incontro che si terrà il 5 aprile e a collaborare con il coordinamento per la riuscita della giornata dell’11 maggio.

Di seguito l’appello:

IL MONTE AMIATA – la montagna sacra, cuore dell’Italia – DIVENTI IL CENTRO DA CUI RIPARTIRE PER LE LOTTE COMUNI

La geotermia sul monte Amiata non è né pulita, né rinnovabile, né innocua, come dimostrato dalle stesse ricerche effettuate dalla Agenzia Regionale di Sanità:

  • tonnellate di inquinanti fuoriescono dalle centrali geotermiche che concorrono a contaminare aria, terreno e falde ed entrano nel ciclo alimentare fino all’uomo;
  • incremento della mortalità rispetto alle aree limitrofe e al resto della Toscana con un aumento statisticamente significativo del +13% per gli uomini e altre gravi patologie;
  • depauperamento e inquinamento -soprattutto da arsenico- del bacino idropotabile amiatino con il rischio concreto della sua scomparsa e/o impossibilità per l’uso potabile;
  • Diciamo basta alle centrali geotermiche Enel in Amiata, ma anche alle possibili future autorizzazioni ad altre compagnie!

FERMIAMOLI ORA, PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!

MORATORIA IMMEDIATA DI TUTTA L’ATTIVITA’ GEOTERMICA IN AMIATA!

L’11 MAGGIO 2013 TUTTI IN AMIATA

PER UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE

A DIFESA DELLA NOSTRA TERRA

Questo il programma della giornata:

  •  dalle 10,30 alle 12,30 ad Arcidosso (GR) in Piazza Indipendenza: L’Amiata accoglie i comitati, assemblea/incontro in piazza;
  • alle 14,00 in Località Aiuole, a pochi km tra Arcidosso e S.Fiora, Concentramento e Corteo fino al cantiere della centrale geotermica di Bagnore 4;
  •  

    dalle 16,30 ad Arcidosso (GR) in Piazza Indipendenza, Manifestazione/Assemblea con interventi e testimonianze sulle varie esperienze di lotta dei comitati e associazioni partecipanti;

  • dalle ore 18,00: Festa e musica in piazza.

SCARICA LA LOCANDINA IN FORMATO A3 (colori e bianco/nero, file zippato 11,6 Mb) oppure in FORMATO A4 (colori e bianco/nero, file zippato 5,6 Mb)

Il governo delle banche

The Goldman Sachs
The Goldman Sachs

Oggi The Goldman Sachs, mister Monty, ha nominato il suo nuovo et entusiasmante Governo. Tutti i sinistri democratici plaudono all’alto profilo professionale ed istituzionale dei ministri e delle ministre – addirittura tre in dicasteri delicatissimi! – per cui, io che sono curioso, sono andato un po’ aggiro a vedere chi erano ‘sti splendidi personaggi. Ovvediamo:

  • Paola Severino, neo ministra della Giustizia, vicedirettore dell’Università Luiss “Guido Carli” di proprietà di Confindustria. Ha difeso Cesare Geronzi, i fratelli Caltagirone, Roberto Formigoni, Romano Prodi nell’inchiesta Cirio, Gaetano Gifuni (ex segretario della presidenza della Repubblica) e, nel processo per la strage di Capaci, Salvatore Buscemi, il capomandamento della famiglia mafiosa di Passo di Rigano; inoltre ha assistito l’Eni e Gilberto Caldarozzi, dirigente di polizia imputato per l’irruzione nella scuola Diaz al G8 di Genova. E si inizia bene!
  • Corrado Passera – Sviluppo e Trasporti: amministratore delegato di Intesa-Sanpaolo (una delle principali “banche armate”, è consigliere e membro del Comitato Esecutivo dell’ABI – Associazione Bancaria Italiana. I principali responsabili della crisi sono le banche – e quindi i banchieri – e noi li mettiamo al centro della nostra politica economica. Perfetto!
  • Antonio Catricalà – Sottosegretario alla presidenza del Consiglio, attualmente insegna Diritto dei consumatori all’Università Luiss di Roma. Di proprietà di Confindustria, come si diceva sopra…
  • Piero Gnudi – Turismo e Sport, consigliere di Amministrazione di Unicredit, stato presidente, membro del Consiglio di amministrazione, e Sindaco di importanti Società a cominciare da Enel (di cui è stato presidente), all’Iri, di cui è stato presidente. E vai con le banche…
  • Corrado Clini – Ministero dell’Amibente: ha attraversato quasi tutti gli episodi controversi della storia dei tanti disastri ambientali in Italia. Nel 1996 viene coinvolto in un’indagine sull’incenerimento di rifiuti. Accusato per abuso d’ufficio la sua posizione sarà poi archiviata e lui scagionato. “Proponiamo che il direttore generale dell’ambiente, Corrado Clini, sia nominato direttore generale all’industria”, dichiarava Greenpeace nel 1996…

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La violenza

 

Foto di Back bloc
Back bloc

Il 15 ottobre qualche centinaio di ragazzi ha fatto per ore scontri con la polizia a Roma. Hanno rovinato la manifestazione di qualche centinaio di migliaia di persone che, invece, volevano protestare pacificamente.

Hanno, probabilmente, rovinato il giochino tutto politicistico del gruppetto di leaderini di “movimento” che con il corteo di sabato volevano incassare laute prebende alle prossime erezioni bolittiche nazionali.

La violenza la violenza la violenza la violenza la violenza la violenza la violenza la violenza la violenza la violenza la violenza la violenza la violenza la violenza la violenza …

Ma questa cos’è?

in piena crisi mondiale – una crisi creata e foraggiata dalla “finanza internazionale” (leggi “le banche”), quando milioni di persone rischiano di finire in povertà, dove decine, centinaia di milioni di persone non sanno nulla del proprio futuro e di quello dei propri figli; dove l’unica ricetta possibile ed immaginabile è tagliare tutto, ad iniziare dallo stato sociale a qualsivoglia garanzia sociale, il Congresso americano cosa ti scopre?

La FED avrebbe elargito (leggasi: prestato a tasso dello 0% = regalato) aiuti a grandi istituti finanziari e società varie, sia negli Stati Uniti che nel resto del mondo, per un ammontare di 16.000 miliardi di dollari.

Alla prima verifica contabile fatta sui conti della Federal Reserve la GAO Audit (Government Accountability Office) ha scoperto qualcosa che ai contribuenti americani di sicuro non farà piacere sapere.
La FED, che attraverso i suoi portavoce propone piani di austerità e proclama sacrifici per i contribuenti, aiuta invece con carrellate di denaro le banche, assicurazioni e società, anche fuori dal territorio americano.
Il senatore Sanders ha deciso di sputtanare la cosa (per la rabbia di Bernanke e Greenspan) sul suo sito, dicendo che tra il 2007-2010 la FED ha regalato 16 trilioni di dollari (vedasi voce di bilancio “Programma onnicomprensivo di prestiti“) a banche “amiche”, senza informare nemmeno il Congresso americano.
Qui di seguito troviamo elencati i maggiori “beneficiari” (elenco completo in questa relazione):
Citigroup: $2.5 trillion ($2,500,000,000,000)
Morgan Stanley: $2.04 trillion ($2,040,000,000,000)
Merrill Lynch: $1.949 trillion ($1,949,000,000,000)
Bank of America: $1.344 trillion ($1,344,000,000,000)
Barclays PLC (United Kingdom): $868 billion ($868,000,000,000)
Bear Sterns: $853 billion ($853,000,000,000)
Goldman Sachs: $814 billion ($814,000,000,000)
Royal Bank of Scotland (UK): $541 billion ($541,000,000,000)
JP Morgan Chase: $391 billion ($391,000,000,000)
Deutsche Bank (Germany): $354 billion ($354,000,000,000)


UBS (Switzerland): $287 billion ($287,000,000,000)
Credit Suisse (Switzerland): $262 billion ($262,000,000,000)
Lehman Brothers: $183 billion ($183,000,000,000)
Bank of Scotland (United Kingdom): $181 billion ($181,000,000,000)
BNP Paribas (France): $175 billion ($175,000,000,000)

Il senatore (indipendente) Sanders ha dichiarato: “I risultati dello studio ci dicono che la Federal Reserve ha elargito più di $16.000 miliardi in aiuti ai più grandi istituti finanziari e alle più grandi società negli Stati Uniti e nel mondo”; “questo è un chiaro caso di socialismo per i ricchi e un amaro individualismo <<siete in mano a voi stessi>> per tutti gli altri”.
E siccome la FED ha fornito aiuti finanziari anche a banche e società straniere, dalla Corea del Sud alla Scozia, ha aggiunto Sanders: “Nessun istituto degli Stati Uniti dovrebbe avere l’autorità di salvare una banca straniera o una società senza l’approvazione del Congresso e del Presidente.”
Questo “scoop” dimostra ancora una volta come coloro che controllano la finanza (banchieri, speculatori, manager) comandano sulla politica e sull’economia reale.

Sedici mila miliardi di dollari regalati a banche e società private, mentre noi si fatica ad arrivare alla fine del mese, mentre milioni sono disoccupati, senza casa, senza cibo, senza futuro.
Ma la violenza è quella del ragazzino scemo che spacca la vetrina.

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L’acqua inquinata di Montelaterone, Monte Amiata (Gr)

 

Vista del paese di Montelaterone
Montelaterone

Giro una news dall’Amiata, la cui acqua oltre ad essere inquinata dalla geotermia e altre schifezze varie, viene riempita anche di gasolio e di (scusate il francesismo) merda.

Cari amic@

condivido con voi questi fatti che riguardano l’acqua di casa mia e non solo, perché da Montelaterone – comune di Arcidosso (Grosseto, nella rosa Toscana) vorremmo fare sentire la voce della gente e stiamo cercando di capire che fare.

Sabato 1 ottobre, intorno alle 15 dal rubinetto di casa mia mi accorgo che esce acqua che puzza terribilmente di gasolio. Tempo di verificare che anche la mia vicina ha lo stesso problema e chiamo l’acquedotto del Fiora. Mi risponde un tecnico che mi chiede se ho serbatoi o cisterne (non le ho), mi dice che mi avrebbe chiamato il giorno dopo per sapere se puzzava ancora. Gli faccio notare che la cosa è seria e che non ci piantino qui fino a lunedì. Alle 8 di domenica 2 mi chiamano, confermo che l’acqua puzza e che anche in altre parti del paese puzza; mi assicura che mandava subito un tecnico. Alle 9 richiamano (probabilmente qualcuno dell’acquedotto che voleva sapere, magari il tecnico che doveva venire, Diego non ricorda) riconfermiamo il tutto. Poi non sappiamo più niente. In paese le nonnine dicono che dei tecnici sono andati ma le voci sono vaghe: pare che un tecnico sia passato dicendo non bevete l’acqua che c’è gasolio; la gente si informa col passaparola, qualcuno non se ne era accorto, i mie fiori annaffiati sabato hanno tutti gli apici appassiti, qualcuno lamenta bruciore agli occhi ed alla gola a seguito dell’uso dell’acqua.

Lunedì 3 di mattina non si sa niente di ufficiale, chiamo io l’acquedotto e faccio notare che l’acqua non è potabile ma nessuno sa niente, il Fiora non ha comunicato nulla, la signorina che risponde mi legge un comunicato che è autorizzata a rendere noto: l’acqua non è potabile per presenza di gasolio per cause da definire… mi dice quello che le ho detto io!!! Le faccio notare che è pazzesco che lo dicano solo a chi chiama e che c’è gente che non lo sa e beve e usa l’acqua. Dopo averla salutata scrivo ai giornali, almeno speriamo che lo dicano loro!!

In paese intanto già dalle 8,30 in piazza c’era un’autobotte con l’acqua potabile (bisognava andarsela a prendere, qualcuno fa notare agli addetti alla distribuzione che gli anziani non erano in grado di rifornirsi per un giorno intero). Verso le 11 arrivano gli addetti del comune con l’ordinanza del sindaco dove si vieta l’uso dell’acqua. Martedì portano l’acqua con consegna più capillare in sacche di plastica.

Il divieto d’uso viene revocato giovedì 6 ottobre, ma chi non abita in paese nemmeno lo viene a sapere. Giovedì al tg locale il presidente del Fiora si vanta d’averla bevuta e dice che era buona!!

Oggi 11 ottobre, sempre attraverso un amico, vengo a sapere che l’acqua non è di nuovo potabile!!

Il mio vicino di casa che conosce qualcuno dell’acquedotto dice che oltre all’infiltrazione del gasolio c’è stato anche un passaggio di batteri forse perché la stessa casa da cui è fuoriuscito il gasolio ha sopra alla sorgente anche gli scarichi fognari! In piazza alle 19,30 trovo di nuovo l’autobotte che distribuisce acqua potabile.

La mattina seguente, 13 ottobre, chiamo nuovamente l’acquedotto e la centralinista mi dice che l’acqua non è potabile, le chiedo i motivi e non me li sa dire ma mi spiega che l’acqua non è potabile ufficialmente dal 3/!0 !! Sentendo mi stupisco non poco: ma come, il 6 c’era stata la revoca del divieto d’uso e la dichiarazione di potabilità e per voi l’acqua invece non è mai stata più potabile dal 3?? Sì – mi risponde – a noi l’acquedotto non ci ha mai detto che l’acqua era tornata potabile! Perplessa, con mio marito decidiamo che è l’ora d’andare dal sindaco.

In comune troviamo un assessore, che già sta parlando dell’acqua di Montelaterone (sono stati tempestati di telefonate!), che ci spiega che il Fiora ha, in autonomia, mandato la sera precedente l’autobotte a Montelaterone senza comunicare nulla al Sindaco e che loro solo quella mattina avevano ricevuto comunicazione che dagli ultimi prelievi avevano rilevato alla cannella del cimitero la presenza di batteri coliformi, ma non nei due serbatoi di raccolta, ed invitavano il sindaco a dichiararenon potabile tale cannella. Per gli amministratori quindi il Fiora si era reso responsabile (inviando l’autobotte in cima al borgo) dell’allarme provocato in paese per un eccesso di zelo.

Faccio notare all’assessore che dove si dice della cannella inquinata c’è un invito a controllare l’acqua della zona (quella a valle, come ilcimitero) perché esattamente a 30mt di tubo ci sono delle case e che non sarebbe eccesso di zelo fare prelievi anche lì!! Non commenta.

Per inciso, nella stessa mattinata vengo a sapere che l’Acquedotto del Fiora dopo le analisi positive sugli idrocarburi per le successive ha cambiato, dopo anni, laboratorio analisi, … come mai??

Ce ne torniamo a casa perplessi e con la sensazione di essere immersi in qualcosa di torbido.

Beviamo o non beviamo? Preferiamo ancora di no! Magari con qualchealtro paesano ci pagheremo delle analisi private, e, come tanticontinueremo a dover comprare acqua “privata”……. E pensare che sonostata un’attiva sostenitrice dell’acqua del rubinetto, del “no Plastica”e dei “due Sì per l’acqua bene comune!”……. Ironia non del caso: alle ore18.00 il mio telefono squilla ed una simpatica voce mi propone diacquistare (ma in super promozione) un sistema di filtraggio dell’acqua….. dove c’è il cadavere girano gli avvoltoi!

Per rendervi conto dell’omertà dell’azienda Acquedotto del Fiora e della sua palese intenzione di sviare e confondere leggetevi quello che venne pubblicato su Fiora News:

http://www.fiora.it/news/comunicati-stampa/383/l_acqua-di-montelaterone-e-potabile.htm

Quello che noi abitanti vogliamo sapere – perché paghiamo un servizio, perché beviamo l’acqua noi ed i nostri figli, perché l’acqua è un bene di tutti e va gestito nel massimo della trasparenza – è:

DA QUANTO TEMPO c’era l’ infiltrazione di gasolio? E la presenza di batteri coliformi? Da quanto non controllavano le sorgenti? Perché non rendono pubbliche le analisi ed i tempi in cui vengono fatte? Perché non ci informano in maniera adeguata? Se il gasolio ed altro è entrato nella sorgente vuol dire che essa non è protetta dagli agenti esterni e ciò mi sembra grave!! Qualsiasi cosa vi può penetrare. (Come devono essere tutelate le sorgenti? Dove sono ubicate quelle che servono tutta la zona Montelaterone, Case Rosse, Benedettini, Pergole?) Chi ha dato il permesso di posizionare cisterne di combustibili sopra una sorgente? Chi ha controllato i lavori? Ci sono presupposti per chiedere i danni e ottenere che l’Acquedotto sistemi il tutto in maniera seria?

Mi preme sottolineare alcune cose:

  • tutta la zona dell’Amiata grossetana è saldamente in mano al Pd, da tempo immemore (tipo dal 1944);
  • il presidente l’acquedotto del Fiora – Claudio Ceroni – è uno dei boss locali del Pd, ed è stato uno dei più strenui oppositori dei referendum sull’acqua del giugno 2011 (come si può leggere qui e qui, per esempio).

Questo tanto per dirne una.

Fra un po’ inizierò a raccontare altre chicche della zona amiatina, come il fatto che “grazie” alla Geotermia si muore di tumore – in media – il 13% in più che nel resto della Toscana; o come vengono trattati i profughi in fuga dalla Libia dall’Arci provinciale, un vero e proprio business del profugo

A presto e buone letture.

10-100-1000 Pomigliano/Mirafiori

Schiavi in mano, foto
Schiavi in mano

E’ di questi ultimi mesi la rottura interna alla trimurti sindacale – Cgil, Cisl e Uil – in particolar modo in ambito metalmeccanico, con la Fiom – che  di tutte è forse l’unica entità confederale con dei veri iscritti, cioè con dei lavoratori che vedono (vai a sapere perché, ma questo è un altro discorso…) nel loro sindacato uno strumento per migliorare le loro condizioni di lavoro – che si trova isolata dagli altri sindacati di categoria, ormai diventati niente più che dei sindacati gialli.

http://www.youtube.com/watch?v=U9RW7DmJTMQ

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La droga più pericolosa? l’alcol …

Doc Nutt
Doc Nutt

In un articolo del 2009 il Proff. Nutt pubblica su “Lancet” ci racconta che la “sostanza” più dannosa della nostra epoca è il legalissimo alcol. vengono, in un decrescendo di pericolosità l’eroina, il crack, le metanfetamine, la cocaina, il tabacco, le anfetamine, e buon ottava la cannabis. Distanziate di molto le tanto terribilmente citate ketamina, l’ecstasi e in penultima posizione l’LSD.

E’ significativo notare che nel mondo, e nel nostro paese in particolare, di questa tabella sono legali la sostanza più pericolosa (l’alcol) e il tabacco. Tutte le altre sono assolutamente illegali.

Ma non solo:

Al primo posto ci sta proprio l’alcol con un buon margine di vantaggio sull’eroina e con un indice di pericolosità tre volte tanto quello della cocaina e quasi quattro rispetto a quello della marijuana. Vale anche la pena ricordare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che le bevande alcoliche siano la causa di due milioni e mezzo di morti ogni anno, mentre nel nostro Paese l’alcol provoca tra le 21 e le 25 mila morti ogni anno a fronte di alcune centinaia dovute alle altre droghe (tabacco escluso).

Questo si legge in un articolo pubblicato da Stampa Alternativa proprio quest’anno, Vino e bufale, a cura di due medici specializzati sulla materia.

Sarebbe ora che iniziassimo a fare un ragionamento serio su questo argomento, al di là della ludica – e sacrosanta – voglia di farsi una canna in santa pace.

Nutt on Lancet, drugs comparisions
Nutt on Lancet, drugs comparisions

Nascondiamo la munnezza sotto il tappeto

Migranti
Migranti

Sono successe un tot di cose nel nostro paese in questi giorni. Alcune sono state poste sotto i riflettori mediatici in maniera parossistica; altre sono state si è no accennate, per poi finire nel dimenticatoio, sotto il tappeto, appunto.

Intanto la querelle Rudy, cioè l’ennesima figliola che si sarebbe concessa a pagamento al nostro Presidente del Consiglio. Non sarà l’ultima, non è stata la prima.

Repubblica di venerdì gli ha dedicato le prime 9 (nove) pagine, con tanto di verbali, commenti, articoli, chiose, esternazioni, starnazzi, frizzi e lazzi. Gli altri giornali non li ho letti, ma alla fine manco repubblica, che ho iniziato a degnare di uno sguardo da pag. 10.

A che serve questa campagna contro Berlusca? Dovrebbe servire a spingerlo via dallo scranno del potere, facendo vedere a tutt@ quant’è corrotto – pure le minorenni! – quanto poco si interessa del paese, etc etc.

A mio modestissimo avviso il risultato è esattamente il contrario: l’italiano media – ignorante, macho, segaiolo – invidia questo over 70 ricco, scopatore, barzellettaro impenitente; “uno di noi” che ha avuto successo, che non paga le tasse ed è sboccato; fa scherzi da caserma ed è un tipo alla mano.

L’esatto contrario del politico classico, soprattutto se di sinistra: intellettuale, con la puzza sotto il naso, incomprensibile, borioso. Uno che arriva dai quartieri alti – lo si capisce appena attacca a parlare – pensate a Bertinotti, mortacci sua.

Il risultato di questa campagna – mediatica, quindi sul terreno più congeniale al Silvione  – è che sempre più gente sarà solidale con lui, attaccato da questi invidiosi di un uomo di tanto successo, in tutti i “campi”.

D’altro canto risulta strano che proprio in questi giorni si sia parlato tanto – e quasi esclusivamente – di sta fuffa, e quasi per nulla, per esempio, di altre cose, a mio avviso molto più serie e gravi. Vediamo quali.

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Il Patriottismo di meno diritti e bassi salari

Pd al lavoro
Pd al lavoro

Fonte: Ma la cgil ci è o ci fa? « Precaria.

Pietro Ancona, ex sindacalista Cgil

Si lascia fare a governo e padronato tutto quello che vogliono. Senza reagire nei tempi e nei modi che renderebbero utile e produttiva l’azione. Sembra che i sindacati italiani, come diceva qualcuno in tv, siano prigionieri degli interessi imprenditoriali e debbano fare necessariamente cose che ne consentano la realizzazione degli obiettivi.

I tempi di reazione della CGIL, non parlo di Cisl ed Uil che si sono schierati con Confindustria e Governo, sono anacronistici. I modi sono puramente dimostrativi. Una manifestazione viene annunziata con due mesi di anticipo per il 27 novembre, un sabato, su una piattaforma generica che chiede tutto ma di fatto non chiede niente perchè non indica

una sola cosa specifica: “a difesa del lavoro e della contrattazione, per la tutela dei diritti dei lavoratori, per chiedere sviluppo, equita’ e giustizia sociale”. Come e dove ed attraverso che cosa si tutelano i diritti appena lesionati in modo irreparabile dal collegato lavoro non è dato sapere e quasi niente è dato sapere su tutti gli altri punti.

Il Parlamento ha approvato, dopo due anni di lavoro incontrastato una legge contestata a suo tempo soltanto dal Presidente della Repubblica per la sua evidente incostituzionalità che indebolisce moltissimo il lavoratore a vantaggio del datore di lavoro e dello stesso sindacato che acquisisce nuovi e pericolosi poteri con l’arbitrato. La CGIL ha mandato qualche gruppetto di manifestanti in un paio di momenti dell’iter parlamentare. Si è limitata a commentare educatamente il testo approvato assieme al PD che in verità ha votato contro ma ha lasciato passare senza fare le barricate che Bersani promette per il lodo Alfano. In sostanza

sembra che la CGIL abbia già metabolizzato il collegato lavoro come a suo tempo ha metabolizzato la legge trenta o Biagi e come ha digerito l’accordo separato sul contratto attraverso i rinnovi di categoria.

L’azione della CGIL sembra deliberatamente congegnata a consentire la realizzazione e l’irreversibilità di scelte rivolte a limitare i diritti ed a sfasciare

l’impianto dei rapporti attuali di lavoro. I tempi sono sfasati rispetto lo sviluppo della realtà che è in accelerato sviluppo. Di quello che stanno perdendo i lavoratori difficilmente si recupererà qualcosa in caso di svolta politica. Forse il governo Prodi ha cambiato qualcosa del suo predecessore? Una linea sembra unire destra e “sinistra” parlamentare ed è quella dettata dalla Confindustria. A questa linea si adeguano sfacciatamente la Cisl e l’Uil

e la CGIL finge di opporsi programmando reazioni prive di sostanziale contenuto e lontane nel tempo.

Naturalmente la manifestazione della CGIL si farà di sabato come vuole Bonanni che indica questo giorno non lavorativo come il più adatto per gli scioperi (sic!) e come vuole Ichino che non ama lo sciopero e ne discute il diritto di esercitarlo ai lavoratori riservandolo ai sindacati (il corporativismo fascista ogni tanto risorge dove neppure te lo aspetti).

La Fiom chiede a gran voce lo sciopero generale. In verità non ha le carte in regola per farlo dal momento che si è comportata esattamente come la CGIL. Il 16 ottobre è stato soltanto una manifestazione, un grande comizio convocato a Roma, un momento bello e magnifico di mobilitazione democratica ma niente di più. Anche il 16 ottobre era un sabato.

Sembra esserci un accordo per non scioperare in Italia tranne che per le situazioni che esplodono spontaneamente e che non ci sia questione abbastanza grossa per smuovere la CGIL. Ci sono stati tantissimi scioperi per la scuola ma non hanno mai avuto un momento di unificazione nazionale. In Francia si è fatto uno o più scioperi nazionali per la scuola. In Italia le agitazioni presenti in tutto il Paese non hanno mai avuto una guida, una direzione nazionale.

Negli ultimi due anni ci sono stati tre scioperi generali della CGIL. Tutti sul fisco. Nessuno sintonizzato su quanto stava realmente accadendo nel Paese.

Anche il prossimo sciopero generale accettato a denti stretti da Epifani al comizio dei metalmeccanici non è detto che non sarà finto. Una cannonata a salve. Non basta fare lo sciopero generale se non si mettono in discussione le scelte del padronato e del governo.

Il miope collaborazionismo dei sindacati e della opposizione al padronato porta soltanto frutti avvelenati o marci. Venti milioni di lavoratori stanno male e guadagnano la metà di quello che guadagnano i francesi o i tedeschi. Sei milioni di questi sono precari e con salari sotto i seicento euro (sic|!) Ma tutto questo non solo non basta per rimettere in piedi l’economia italiana ma è addirittura controproducente: genera depressione, insicurezza, stress, assenza di futuro. Bassi salari ed assenza di diritti sono tutt’altro che patriottici e affossano assieme ai lavoratori il Paese.

Dalla Serbia a Roma

Il ministro Maroni
Il ministro Maroni by UK in Italy

Fonte: Corriere della Sera.

Cito, per chiarezza:

«Il rischio di infiltrazioni nel corteo della Fiom di sabato è elevato, come hanno detto anche le analisi dei nostri servizi, ma la nostra attenzione sarà massima […]. Il rischio è – ha aggiunto il ministro dell’Interno – che alcuni gruppetti, non certo le 20 o 40mila persone che sfileranno pacificamente staccandosi vadano a spaccare vetri. L’occasione è troppo ghiotta per l’infiltrazione nella manifestazione anche da parte di gruppetti stranieri […]”.

Ma facciamoli i nomi, no?! Maroni non si esime:

“A Padova – ha detto il ministro Maroni – mercoledì alcuni esponenti di un centro sociale, tra l’altro invitati alla manifestazione di sabato, hanno occupato la sede di Confindustria padovana imbrattando i muri. Dobbiamo tutti prendere le distanze da episodi come questo”.

Allora, io non sono un fine analista politico, anzi. Sono un vecchio ingenuo, ma mi chiedo come sia possibile che il Sig. Maroni sia ancora ministro dopo quello che è successo martedì, con qualche centinaio di fascisti serbi che si sono praticamente impossessati di una città e di uno stadio indisturbati. Chissà, forse al ministro legaiolo sentir parlare di nazionalisti, di cetnici, di indipendentisti, di fascisti insomma, non crea grossi problemi di “ordine pubblico”. E così questi “signori” sono partiti indisturbati da Belgrado e dintorni, su comodi autobus, hanno attraversato TUTTA la Padania (a noi!), sono arrivati a Genova e hanno fatto il beato cazzo che gli pareva: hanno attaccato gli sbirri per strada, hanno provocato scontri e poi, arrivata l’ora di andare allo stadio, ci sono entrati senza problemi, con tanto di razzi, fumogeni, cesoie, coltelli e ammennicoli vari.

Io se entro allo stadio, mi tolgono pure il tappo dalla bottiglia d’acqua, si sa mai che la lanci verso Viviano…

Quando invece a manifestare sono i pericolosi comunisti (ohhhh!), o peggio ancora gli “estremisti” (cioè tutti coloro che stanno a sinistra di Vendola), allora a quel punto le informative dei servizi diventano scritte sulla pietra, il pericolo “altissimo”, e l’allerta massima.

Buffo, no?